Treviso, monsignor Tomasi ricorda il beato Longhin

Una solenne celebrazione per fare memoria del “Vescovo santo” e tracciare la rotta per il futuro della Chiesa trevigiana. Questa mattina, nella cattedrale di Treviso, il vescovo Michele Tomasi ha presieduto la santa messa in occasione del 90° anniversario della morte del beato Andrea Giacinto Longhin, lo storico pastore della diocesi scomparso il 26 giugno 1936 dopo trentadue anni di guida paterna.

La liturgia ha visto una grande partecipazione di fedeli e sacerdoti, tra cui i canonici del Capitolo. Particolarmente significativa è stata la presenza di una devota delegazione arrivata da Fiumicello di Campodarsego (Padova), paese natale del beato, guidata dal parroco don Paolo Pegoraro e dal presidente del Consiglio comunale Marco Agostini, a testimonianza di un legame spirituale mai interrotto.

Prendendo spunto proprio dall’eredità del beato Longhin, monsignor Tomasi ha colto l’occasione per annunciare l’imminente Visita pastorale alla diocesi di Treviso. Pur riconoscendo i profondi mutamenti storici e sociali, il presule ha ricordato che lo Spirito e il mandato rimangono identici: andare, vedere, riconoscere la grazia ed esortare alla perseveranza.

Il Vescovo ha infine richiamato le parole di Papa Leone XIV, citando l’enciclica “Magnifica humanitas” e il discorso ai Vescovi italiani del 28 maggio 2026, in cui il Pontefice chiede che «ogni comunità diventi una casa della pace». L’esortazione finale ai fedeli è stata quella di non cedere a sterili lamenti o a puri dati statistici, ma di guardare al futuro con speranza, chiedendo l’intercessione del beato Longhin per restare vicini ai più piccoli, ai fragili e ai poveri.

Fonte: Diocesi di Treviso

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