I fattacci di sabato 26 settembre rimangono all’attenzione di pubblico e autorità, ed emergono anche le prime ricostruzioni. Secondo Riccardo, un passante al momento della lite, tutto è iniziato con le urla in via Barberia: “Ehi, cosa guardi!?”.
Il ragazzo di 21 anni, italiano di origini sudamericane accompagnato da due ragazze, si sarebbe avvicinato all’altro gruppo con fare minaccioso. A quel punto il testimone Riccardo si allontana, ma continua a sentire urla e minacce dai giovani, tra cui ricorda la più allarmante: “Adesso ti buco”.
Il culmine della lite arriva con la coltellata, sferrata vicino alla vetrina del Perlier-Kelémata, negozio di saponi. La vittima si svincola dal gruppo, e fugge fino ai portici del Palazzo dei Trecento lasciandosi dietro una scia di sangue; è lì che il ragazzo 21enne sarà raggiunto dai soccorritori in automedica e ambulanza. Dopo averlo fatto distendere per tamponare la ferita all’addome, il ragazzo viene trasportato all’ospedale Ca’ Foncello.
“Pochi secondi dopo abbiamo sentito un gran trambusto e abbiamo capito che c’era stata una vera e propria aggressione. È stata fulminea. Io ero andato un po’ più avanti rispetto ai miei amici e ho visto che uno degli aggressori aveva estratto il coltello. Da quel momento è rimasto lì fino a quando, nel giro di meno di dieci minuti, hanno iniziato ad arrivare le volanti. A quel punto lui se l’è data a gambe: l’ho visto andare via insieme ad altri due ragazzi in bicicletta, mentre lui era a piedi“.
Grazie alle prime testimonianze dei passanti, le volanti della Questura riusciranno poi a fermare l’aggressore, che ancora reggeva l’arma. 18enne gambiano era già noto alle forze dell’ordine, a suo carico esistevano già accuse di lesioni personali aggravate, rapina aggravata, resistenza a pubblico ufficiale e diverse sanzioni amministrative. Con lui tre italiani, due dei quali minorenni, tutti denunciati. Il 18enne invece è stato arrestato e trasferito nel carcere di Treviso, dove gli si contesta l’accusa di tentato omicidio.
“Inizialmente i passanti, molti dei quali gruppi di ragazzi molto giovani, sono fuggiti per la paura. Più tardi, anche prima che arrivassero l’automedica e l’ambulanza, una gran folla si è radunata per vedere cosa stesse accadendo nel salotto buono della città“. “È incredibile che sia successo qui“, riportano altri testimoni allibiti
Fonte: ilgazzettino.it

