A Treviso, il Museo Bailo ospita una retrospettiva in onore di Juti (Luigi) Ravenna, scomparso il 29 aprile 1972. Questa mostra, curata da Eugenio Manzato ed Eleonora Drago, si propone di esplorare il percorso artistico e biografico dell’artista attraverso oltre 100 opere, tra cui dipinti, disegni e bozzetti, insieme a documenti storici e oggetti personali.
L’esposizione si articola in dieci sezioni, illustrando le diverse fasi della vita di Ravenna. Dalla sua nascita ad Annone Veneto, dove ricevette la sua prima formazione artistica alla Scuola di Arti e Mestieri di Motta di Livenza, fino ai suoi periodi a Venezia, l’itinerario espositivo offre uno sguardo approfondito sulla sua evoluzione artistica.
Durante gli anni a Venezia, Ravenna creò opere significative, tra cui Il discepolo e Autoritratto con la stufa. La sua affinità con Treviso è documentata anche da acquarelli realizzati nel 1942, ben prima del suo trasferimento nel 1947. La mostra culmina con una ricostruzione del suo studio, riflettendo l’ambiente che ha caratterizzato la sua vita e la sua arte. «La retrospettiva dedicata a Juti Ravenna rappresenta un’altra importante e preziosa occasione di valorizzazione del nostro patrimonio artistico», afferma il sindaco Mario Conte. «Grazie a prestiti privati e alla collezione dei nostri Musei, ci sarà infatti la possibilità di ammirare le opere del pittore che proprio a Treviso, complici le meraviglie paesaggistiche che contraddistinguono la nostra Città e il suo territorio, visse un periodo di particolare vivacità artistica».
La retrospettiva sarà accompagnata da un catalogo che include l’elenco delle opere esposte e saggi su aspetti meno noti della vita di Ravenna, come i suoi esordi e i rapporti con intellettuali come Giovanni Comisso.
Fonte: Zarabazà

