I familiari di don Edy Savietto, il sacerdote scomparso il 20 dicembre 2023 all’età di 51 anni, hanno deciso di onorare la sua memoria con un progetto speciale: un libro di ricordi. Questa raccolta racconterà le esperienze, i sogni e gli aneddoti delle tante persone che hanno avuto la fortuna di incontrarlo. Don Edy, noto per il suo impegno su numerosi fronti, ha lasciato un segno indelebile nella vita di molti.
Una vita di impegno e passione
Dal servizio nel Duomo di Treviso, caratterizzato anche dalla collaborazione con gli operatori di strada a sostegno delle persone senza dimora, alle attività a Noale, Maerne, San Martino di Lupari e San Donà, comunità in cui ha portato avanti importanti iniziative pastorali. Poi Olmi e Cavriè, ultima tappa in Italia prima della sua missione in Pacaraima, diocesi brasiliana al confine con il Venezuela. Oltre alla vocazione religiosa, don Edy era un grande appassionato di calcio, dimostrando la sua capacità di coniugare spiritualità e quotidianità.
Il progetto del libro, lanciato dal fratello Oscar Savietto tramite un appello sui social, ha già raccolto molte adesioni. «Fin dall’inizio abbiamo avuto l’idea di fare una raccolta delle testimonianze più belle e di raccoglierle in un libro. Idea che abbiamo colto anche in tante altre persone quindi chiediamo di inviare il materiale che riterrete via mail (all’indirizzo donedyx@gmail.com). Se qualcuno poi ha la volontà, la disponibilità e la competenza per aiutarci nella stesura e nella scrittura, può contattarci».
La risposta è stata immediata, come dimostrato dall’enorme partecipazione al funerale di don Edy nel Duomo di Treviso, dove oltre 2.000 persone si sono unite per salutarlo, tra presenza fisica e collegamenti online.
Durante il funerale, il vescovo Michele Tomasi, che aveva accompagnato don Edy in Sud America, ha ricordato il suo spirito straordinario: «Mi piace interpretare la sua vita come la continua tensione verso la povertà in spirito e verso l’amore per i poveri, era naturalmente capace di stare con le persone, riusciva a incontrarle, a dar loro fiducia. Con lui si aveva l’impressione che davvero la vita fosse vita intensa, piena, come una corsa a mozzafiato, come una cavalcata in bicicletta, come uno scatto dietro a un pallone». Altre testimonianze potranno arrivare anche dall’altra parte del mondo. Don Edy purtroppo non ha avuto la possibilità di trascorrere un lungo tempo in missione. Ma pure qui, come sempre, era riuscito a entrare nel cuore di molte persone. Tra l’altro il progetto che stava cullando, «Mi piace Pacaraima», ora potrà diventare realtà attraverso il recupero del centro parrocchiale per i giovani. Nel giro di pochi mesi, grazie a gesti concreti di sostegno da parte di molte persone e parrocchie, è stata raccolta la somma necessaria. E così don Edy continua a lasciare il segno, lo stesso che l’ha contraddistinto per tutta la vita.
Fonte: Il Gazzettino

