Un’esperienza immersiva alla scoperta del fiume Sile ha coinvolto gli studenti del Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci di Treviso, grazie al progetto “Esplorare per custodire. Giovani volontari e volontarie per l’ambiente”, promosso da Legambiente Treviso in collaborazione con Barbasso Nature.
L’iniziativa, che si è svolta tra febbraio e aprile, ha previsto quattro ore di formazione teorica in aula e altrettante in canoa lungo il fiume, toccando i territori di Casier, Quinto, Sant’Angelo e Silea. Durante le lezioni, gli studenti hanno approfondito la conoscenza del fiume e delle sue risorgive, con un focus su flora, fauna e inquinamento fluviale. Particolare interesse ha suscitato l’intervento di Cristian Bertolin di Barbasso Nature, che ha illustrato la ricchezza naturale del Sile con suggestive fotografie.
L’esperienza pratica è stata altrettanto formativa: gli studenti hanno imparato a governare la canoa, osservando da vicino le condizioni ambientali del fiume e monitorando la presenza di inquinanti attraverso test sul campo. Le loro osservazioni hanno evidenziato un significativo degrado della funzionalità biologica del Sile, dovuto principalmente all’intervento umano sulle sponde e alla riduzione delle fasce ripariali.
Al termine dell’esperienza ogni classe ha redatto una relazione scientifica sul tratto di fiume esplorato analizzando e discutendo gli aspetti osservati e ha scritto una lettera da indirizzare agli enti di competenza sul fiume che raccoglie non solo la sintesi del lavoro svolto ma anche delle richieste in merito alle criticità emerse.
“Ringrazio i docenti che hanno creduto fortemente in questa attività che ha avuto l’obiettivo di permettere ai ragazzi ed alle ragazze di coniugare scienza e cittadinanza attiva, nonché di far loro comprendere le basi scientifiche su cui si operano certe scelte, anche di lungo periodo, pur se talvolta poco lungimiranti” afferma il dirigente scolastico del liceo L. da Vinci di Treviso, Mario Dalle Carbonare. “Gli studenti e le studentesse hanno potuto conoscere direttamente il territorio, apprezzarlo e praticarlo anche nelle sue fragilità: credo che, come istituto scolastico, sia fondamentale dare loro l’opportunità di comprensione degli aspetti più delicati del luogo in cui viviamo, per crescere come cittadini responsabili. L’attività proposta – grazie alla collaborazione con partner di primo livello – si inserisce in un percorso di educazione alla cittadinanza attiva che vogliamo proporre lungo l’intero quinquennio di studi liceali”.
Aggiungono dal circolo di Legambiente Treviso: “L’obiettivo di questo percorso è stato quello di dare l’opportunità agli studenti di esplorare il contesto in cui vivono, rendersi cittadini consapevoli ma anche di immedesimarsi nei professionisti dell’ambiente e degli scienziati, facendogli scoprire quale postura e metodo sono richiesti nel loro possibile lavoro del domani, postura che però andrebbe utilizzata anche fuori dall’ambito lavorativo. Crediamo che con questo percorso insieme abbiamo colto in particolare il concetto di relazione tra esseri viventi ed elementi: un gesto che va compiuto con strumenti e metodi opportuni, ovvero il rigore, la precisione, ma ancora prima con il rispetto e la curiosità della conoscenza: solo accorgendoci degli altri esseri viventi – siano essi pianta, animale o anche umano – possiamo comprenderne il valore per tutelarli e prendercene cura. Il fiume Sile, e in generale tutti i corsi d’acqua, hanno bisogno di grande attenzione, di una gestione responsabile, di un cambio di passo nella loro tutela a causa delle sempre maggiori pressioni antropiche da un lato e dall’altro della sempre maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi legati alla crisi climatica, causata anche questa dal riscaldamento globale per cui l’essere umano ormai è ampiamente comprovato, ha enormi responsabilità”.
Fonte: La Vita del Popolo

