Il Festival Internazionale Italo Marocchino, ideato e presieduto da Abdallah Khezraji, torna nel 2024 con un’edizione speciale che si concentrerà sul tema della pace, un obiettivo di vitale importanza in un mondo sempre più segnato da conflitti. Il Festival, che si terrà dal 27 novembre al 1 dicembre, sarà accompagnato da una serie di eventi e iniziative che inizieranno già a maggio, coinvolgendo esperti, artisti, e rappresentanti di diverse religioni e nazioni, tra cui il Marocco, l’Italia, e numerose città europee. Uno tra gli eventi più eclatanti è previsto il 6 ottobre giorno in cui sono previsti numerosi convegni in contemporanea a Treviso, Venezia, Rabat, Bruxelles, Parigi, Ginevra, Berlino, Malaga, Nizza. Dopo aver trattato in passato il tema dell’emergenza climatica, l’edizione 2024 del Festival avrà come obiettivo principale la riflessione su come la pace possa essere costruita in modo concreto, unendo le forze di tutti coloro che sono impegnati a favore di un mondo più armonioso. Il motto di quest’anno, ispirato ai valori francescani, è “Pace è Bene”, un appello all’azione collettiva, necessaria più che mai.
Anteprime
Un assaggio di ciò che sarà questo grande Festival 2024 lo si potrà avere già durante il mese di maggio, con una prima giornata, venerdì 24, dedicata al cinema declinato al femminile con il film “Les portes du ciel” che verrà proiettato al BHR Hotel di Quinto al termine di un incontro a cui partecipano il produttore Mohamed El Hassan Chaoui, Bahaa Trabelsi presidente di Maroccan Film Commision, l’attrice Farah El Fassi. Moderatore Luigi Bacialli presidente di Veneto Film Commission. Previsti interventi istituzionali di autorità italiane e marocchine. L’incontro inizia alle 18.30 e si svolge in collegamento con la XX Settimana d’azione contro il razzismo. Sabato 25 sarà invece la “Giornata del Consolato Itinerante”: l’intero staff del Consolato marocchino si trasferirà da Verona a Treviso mettendosi a disposizione di tutti i cittadini tra le 9 e le 16 per aiutarli gratuitamente nelle pratiche relative a permessi di soggiorno, passaporti, procure.
Tenendo conto dei tanti italiani che hanno investito e stanno investendo in Marocco, il 16 settembre inizieranno le riprese di un documentario che svela i segreti di riuscite esperienze imprenditoriali. Il risultato sarà proiettato durante il Festival in novembre a Treviso. Il 24 settembre appuntamento di rilievo al Parlamento italiano con un convegno dedicato al “Valore della Pace”: coinvolgerà personalità italiane, marocchine e dello Stato Vaticano. Ottobre si aprirà con i 9 convegni in simultanea nelle città che hanno risposto all’appello: “Rabat rilancia la pace”. La capitale del Marocco declinerà il tema anche dal punto di vista del cibo, fattore da sempre unificante, utile alla conoscenza reciproca e allo scambio. Ecco nascere la manifestazione “Tiramisù la Pace!” prevista il 26 ottobre a Rabat, nella giornata dedicata a tipico dolce veneto conosciuto in tutto il mondo e preparato per l’occasione dai più rinomati chef marocchini.
Il clou del Festival 27 novembre-1 dicembre
Dal 27 novembre il Festival entrerà nel vivo con cinque giorni intensi, a partire dal convegno di studio previsto mercoledì 27 nella Camera di Commercio di Treviso in collaborazione con Unioncamere Veneto, il Consolato Marocchino in Italia e l’Unione delle Camere di Commercio della Regione di Rabat. Ma non si può parlare di pace senza coinvolgere le giovani generazione ed ecco quindi un doppio appuntamento all’università Ca’ Foscari di Venezia: giovedì 28 novembre sul contributo che la religione può dare all’incontro e non allo scontro tra i popoli, venerdì 29 sul ruolo dell’Università, del sapere, della cultura. Una curiosità: il Festival coinvolgerà di 54 attori marocchini che hanno messo in scena in Marocco l’opera shakespeariana “Romeo e Giulietta”; è poi prevista la proiezione di film e documentari in contemporanea a Treviso, Bergamo, Brescia, Milano, Rabat, Safi, Marrakesh, Agadir, Samara. E ancora: il Concertone di Pace con artisti internazionali sabato 30 novembre, una sfilata di abiti tradizionali (i kaftani) l’1 dicembre, la mostra di artigianato italo-marocchino che rimarrà aperta per tutta la durata del festival in Camera di Commercio.
Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito.
Commenta Abdallah Khezraji presidente del festival: “In un periodo molto difficile in cui purtroppo si parla di guerra più che di pace, il nostro Festival vuole proporre una riflessione su come sia possibile costruire un futuro migliore coinvolgendo diversi aspetti del nostro vivere insieme: l’università, il mondo economico e soprattutto la cultura e le arti, perché come dice la street artist afghana Shamsia Hassani “l’arte cambia la mente degli uomini e gli uomini cambiano il mondo”.
Fonte: Treviso Today

