Santi trevigiani, la diocesi raccoglie le loro vite in un catalogo 

La Diocesi di Treviso intraprende un importante progetto di recupero e valorizzazione della memoria dei santi e dei testimoni della fede che hanno arricchito la storia del territorio. In vista del Giubileo 2025, il vescovo Michele Tomasi ha conferito a monsignor Antonio Guidolin l’incarico di creare un catalogo che raccolga le storie e le testimonianze di coloro che, attraverso la loro vita e, in alcuni casi, il martirio, hanno testimoniato il Vangelo nella diocesi trevigiana.

Il progetto si inserisce nell’ambito della Commissione dei Nuovi Martiri – Testimoni della Fede, istituita dal Papa Francesco presso il Dicastero delle Cause dei Santi. Lo scopo di questa commissione è di realizzare un catalogo che raccolga i nomi e le storie di coloro che hanno versato il loro sangue per confessare Cristo.

Il Vescovo Tomasi ha elencato i santi trevigiani: «Pensiamo semplicemente a San Pio X, Santa Maria Bertilla Boscardin, San Giovanni Antonio Farina, Santa Giuseppina Bakhita, il beato Andrea Giacinto Longhin, il beato Giuseppe Toniolo: la loro memoria, oltre ad essere viva nel culto nella nostra Chiesa, viene indicata nella meravigliosa pala d’altare dell’artista Safet Zec, presente nella nostra Cattedrale». E poi ancora: «Accanto a loro, altri cristiani che hanno vissuto nella nostra diocesi, o ne son originari, sono in cammino per ottenere il riconoscimento ufficiale della loro santità, essendo in corso il processo di beatificazione: si tratta dei venerabili P. Basilio Martinelli, Madre Maria Oliva Bonaldo, Fra Girolamo M. Biasi, P. Bernardo Sartori, Mons. Giuseppe Carraro, Suor Maddalena (Rosa) Volpato; e poi dei servi di Dio Lucia Schiavinato, fratel Federico Cionchi, fra’ Andrea Maria Cecchin, don Ettore Cunial, don Luigi Cecchin. Di altri, ancora, si stanno raccogliendo notizie per avviarne la causa di beatificazione».

Il catalogo

Lo studio affidato a monsignor Guidolin, che dovrà materialmente realizzare il catalogo, diventerà uno strumento importante per ricostruire una pagina importante della storia locale. «Abbiamo un grande debito verso coloro che hanno donato la vita fino al martirio; ma abbiamo un debito pure verso coloro (laici, religiosi, ministri ordinati) che hanno attuato il dono di sé nella vita quotidiana delle nostre comunità cristiane. Di essi, è importante custodire la memoria, conoscendone la vita, gli eventuali scritti».

Fonte: Il Gazzettino 

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