Sessant’anni di radici per l’Associazione Bellunesi nel Mondo

Correva il 9 gennaio 1966, una domenica d’inverno, quando in una sala del Centro Diocesano “Giovanni XXIII” di Piazza Piloni veniva firmato l’atto che avrebbe cambiato la storia dell’emigrazione locale. Davanti al notaio Adolfo Soccal, un gruppo di pionieri dava vita all’Associazione Emigranti Bellunesi, oggi nota in tutto il mondo come Abm.

L’atto costitutivo porta la firma di personalità che rappresentavano il tessuto civile e religioso della provincia: dal primo presidente, l’ingegner Vincenzo Barcelloni Corte, a figure chiave come Don Mario Carlin e Arnaldo Colleselli. L’obiettivo era chiaro fin dal primo Statuto: fornire assistenza morale e sociale ai bellunesi pronti a partire e mantenere vivo il legame affettivo di chi era già lontano, seguendo i principi cristiani di fratellanza.

Dalla trasformazione del nome nel 1987 fino alle sfide istituzionali odierne, l’Abm ha tagliato il traguardo dei 60 anni restando un punto di riferimento per migliaia di soci. “C’è ancora strada da macinare”, commentano dall’Associazione, ringraziando i volontari e i soci che, oggi come nel 1966, permettono di mantenere saldo il ponte tra Belluno e il resto del mondo.

Fonte: Aise

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