Svolta giudiziaria nel dibattito sulla cittadinanza italiana. La Corte Costituzionale ha ufficialmente ammesso la memoria presentata dall’associazione Trentini nel mondo per l’udienza pubblica del prossimo 9 giugno. Al centro della disputa vi è la nuova legge n. 74 del 23 maggio 2025, accusata di violare il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione.
L’ammissione della memoria, curata dallo studio legale Varali-Rigotti di Verona, rappresenta un risultato raro e significativo. Il Presidente della Corte, Giovanni Amoroso, ha sottolineato come le osservazioni dell’ente offrano «elementi utili alla valutazione del caso», riconoscendo la complessità della materia e il radicamento storico dell’associazione, attiva dal 1957.
La critica mossa dall’associazione riguarda l’applicazione retroattiva delle nuove norme sulla trasmissione della cittadinanza ai minorenni nati all’estero. Secondo la memoria, si sarebbe creata una “macroscopica disparità” tra due categorie di discendenti di origine trentina:
- Chi ha già ottenuto il riconoscimento ai sensi della precedente legge 379/2000.
- Chi è ancora in attesa a causa dei ritardi burocratici della Pubblica Amministrazione.
L’associazione ricorda che la legge 379/2000 è stata per un decennio lo strumento cardine per il riconoscimento jure sanguinis della cittadinanza ai discendenti di persone nate nei territori dell’ex Impero austro-ungarico. La speranza della Trentini nel mondo è che la Consulta possa ora ristabilire un criterio di equità, tutelando i diritti delle comunità italiane all’estero contro quella che viene definita una «distinzione arbitraria e ingiusta».

