Resterà in carcere Mouhamed Ndiaye, il 18enne ritenuto responsabile dell’accoltellamento in Piazza dei Signori avvenuto sabato. Martedì il giovane gambiano è comparso davanti al gip Carlo Colombo per l’interrogatorio di garanzia, occasione nel quale si è dichiarato pentito.
“Sì, sono stato io“, ha confessato il ragazzo appena maggiorenne, confermando i sospetti delle autorità. “Il motivo? Ho perso la testa, ero sotto l’effetto di sostanze“.
Secondo la ricostruzione, Ndiaye avrebbe fatto delle osservazioni sulla fidanzata del 21enne A.J.S. mentre questi si trovavano a passeggio per Treviso. Gli animi si sono subito scaldati fino a quando è comparso il coltello, che al culmine della lite tra gruppi verrà usato per sferrare una pugnalata al fianco della vittima.
“Sono molto dispiaciuto per ciò che è successo e quello che ho fatto“, ha detto Ndiaye, aggiungendo di essere pronto a risarcire la vittima. Il ragazzo accoltellato, nel frattempo, sembrerebbe ormai fuori pericolo, nonostante l’impressionante scia di sangue che aveva dipinto la strada tra Piazza dei Signori e la Loggia dei Trecento.
“Dopo quel commento inopportuno e la risposta stizzita della vittima ho perso le staffe“, racconta Ndiaye, “ma non ero lucido“. Durante l’interrogatorio, il giovane ha fornito ulteriori dettagli: “Non ricordo esattamente cosa ho detto prima e dopo di colpirlo, ma mi sono sbarazzato subito del coltello usato per ferirlo. Poi mi sono diretto verso Piazza Duomo“.
Il suo legale Andrea Zambon ha contestato le accuse di tentato omicidio: “Nel referto di pronto soccorso non si dice nulla sulla pericolosità della ferita, che infatti non ha attinto a nessun organo vitale. Dal verbale risulta peraltro che il 21enne è stato dimesso dopo soltanto tre ore dal suo arrivo al Ca’ Foncello“.
Nonostante le precisazioni, il gip Carlo Colombo ha disposto che Ndiaye rimanga in carcere come misura cautelare — forse anche in virtù dei suoi precedenti, che gli erano valsi un periodo in comunità per rapina oltre che numerose segnalazioni per lesioni, resistenza a pubblico ufficiale, e vari provvedimenti amministrativi.
Fonte: trevisotoday.it

