Ricordo di Dino De Poli

La scomparsa di Dino De Poli ci induce a riconoscerne le indoli umane e illuminate. Le idee erano infinite, spesso ardite e d’avanguardia, non sempre realizzabili e realizzate. Mettevano sempre al centro la persona e il suo contesto, a tutto mondo e interessandosi non poco e con grande cuore anche a quello dell’emigrazione, tanto da essere resa inevitabile la simpatia e l’amicizia con la Trevisani nel Mondo e le sue sezioni all’estero.

Personalmente, grazie a lui e con lui, ho messo a segno il mio debutto con l’Australia (foto sopra, Ph_Archivio Fotografico AITM) e con Lapa di Paranà in Brasile.

Rileggendo le numerose interviste a lui fatte, mi sono reso conto di quanto l’UTRIM (Unione Triveneti nel Mondo) costituita e presieduta da Dino De Poli, sia stata antesignana e protagonista di tante iniziative ad altissimo livello: seminari, conferenze, premi, concorsi, borse di studio ed eventi culturali.

Senza dimenticare la divulgazione della lingua italiana con l’istituzione di cattedre di italianistica in tante università straniere.

Peroratore di questa causa ambiziosa nella sua unicità, l’illuminato Dino De Poli, anche lungamente Presidente di Cassamarca.

L’Utrim non ha mai dormito sugli allori perché ha vissuto un suo modo di essere. Tra i tanti eventi il convegno di New York “Globalizzazione e Umanesimo Latino”. Un consesso mondiale dalle forti tematiche, che ha avviato un percorso di approfondimento da cui è nato il teorema che “i sapori dell’uomo sono come i pozzi profondi che comunicano tra loro”. In tutto sono stati ben cinquanta i convegni svolti all’insegna dell’umanesimo latino.

E non dimentichiamo l’assise di Sydney con l’emanazione della “Carta delle nuove generazioni”, documento finale dei lavori del Convegno Giovanile Mondiale di Venezia, un momento culturale di alto livello che nessuno prima di allora aveva progettato e realizzato.

Alla lunga lista aggiungiamo pure gli appuntamenti “casalinghi ”, svolti a Ca’ dei Carraresi o a Laggio, la “tre giorni” di lavori si concludeva con una simbiosi aperta al Triveneto e anche alla nazionale UNAIE. Qui, a sera, si cantava in lieta compagnia, come ormai non si faceva altrove da tempo. Che atmosfera! Anche la manifestazione del Cansiglio, organizzata dalla Trevisani, avveniva sot- to l’egida e in sintonia con l’UTRIM. Proprio in una delle prime edizioni, possiamo far risalire l’idea vincente da parte del Presidente De Poli, con la “benedizione” di don Canuto Toso e del Presidente dell’AITM di allora, Bepi Zanini.

I soci fondatori dell’UTRIM (di diritto nel consiglio direttivo) sono stati Marco Moser, il sottoscritto e i prematuramente e indimenticabili scomparsi Patrizio De Martin, Rino Zandonai, Loris Andrioli (dell’Unione Veneti nel Mondo) e Massimo Persello. È stato il Presidente della Trevisani, Guido Campagnolo, l’8 aprile 2013, a raccogliere il testimone dal fondatore Dino De Poli. La sua figura, “animus pugnandi” di sempre, è rimasta per garantire continuità come presidente onorario a vita. Come Vice furono confermati Mario Toros (Friulani nel Mondo) e Ferruccio Pisoni (Trentini nel Mondo), segretario e tesoriere Patrizio De Martin (Bellunesi nel Mondo), il sottoscritto come addetto stampa e come segreteria la dottoressa Antonella Stelitano.

Perchè questo “memorial”? Per spiegare come l’idea vincente dell’UTRIM abbia influito positivamente sulla Trevisani nel Mondo e nel settore dell’emigrazione.

I fondamenti dell’umanesimo lati- no sono intramontabili, fanno parte della storia con la “esse” maiuscola e continueranno a vivere grazie all’immensa eredità culturale e valoriale che ci ha lasciato la figura, unica e carismatica, di Dino De Poli.

Dino De Poli durante una visita in Australia alla comunità trevisana

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