Villaga, un paese che diventa Betlemme

Dopo una pausa di tre anni dovuta alle restrizioni anti-Covid, il presepe vivente di Villaga, sui colli Berici nel Vicentino, ritorna a incantare con la sua rappresentazione sacra. Considerato “il più grande presepe vivente del Veneto”, come dichiarato dal presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti, coinvolge l’intero paese nella sua realizzazione. Circa 250 figuranti e un esercito di volontari – tra cui sarti, elettricisti, falegnami, fabbri, truccatori, parrucchieri, pastori, contadini, tecnici informatici e molti altri – lavorano per mesi per allestire questo evento suggestivo. Le grotte di San Donato, con il loro scenario naturale, trasformano il borgo in una Betlemme di duemila anni fa.

Quest’anno segna la nona edizione del presepe vivente di Villaga, che si tiene con cadenza biennale. Le rappresentazioni si svolgeranno il 6 e il 7 gennaio, per adattarsi ai giorni festivi disponibili per i volontari. Antonio Gotter, il coordinatore, spiega: “Ci dobbiamo adeguare al calendario perché i nostri attori, tutti volontari, sono liberi da impegni lavorativi nei giorni festivi e quest’anno il Natale cadeva di domenica e abbiamo dovuto rinunciare a quel weekend”. L’attesa per l’evento è grande, come sottolinea il sindaco di Villaga, Eugenio Gonzato: “Ci prepariamo all’invasione, per la nostra comunità questo è l’evento più importante dell’anno con una ricaduta economica che si spalma su tutto il territorio richiamando anche nel corso dell’anno visitatori alle grotte”.


Il Tema: Dalla Pietra alla Carne

Antonio Gregolin, il regista e ideatore dell’evento, ha scelto il tema “Dalla pietra alla Carne” per l’edizione di quest’anno. «Il tema scelto sarà rappresentato con nove quadri viventi che spazieranno dal significato delle statue fino alle figure in carne e ossa che le statue stesse evocano. Un autentico percorso tra le grotte, dove si potrà assistere a spaccati di storia antica, recente e contemporanea. Un’impresa non facile per la complessità dei luoghi naturali, come per la teatralizzazione di un evento religioso aperto anche a chi non crede. Una ricchezza di significati che facciamo nostri in un momento storico che ci vede tornare, dopo tre anni di ferma pandemica e in un clima di guerra come questo. Il visitatore spazierà dal significato recondito delle pietre-sculture, al significato del Natale di guerra del 1917 in trincea con rievocatori storici, fino al Natale povero della nostra famiglia degli anni ’50. Non mancherà poi la grande Natività, dove alcuni visitatori diventeranno protagonisti e non belle statuine, per stare in tema con il titolo di questa edizione».


Il presepe sarà visitabile il 6 e 7 gennaio dalle 13:30 alle 20:00. Il costo di ingresso è di 6 euro, con accesso gratuito per i bambini fino a 14 anni. Per raggiungere le grotte di San Donato, i visitatori dovranno lasciare le auto nei grandi parcheggi allestiti vicino alla chiesa di Pozzollo, da dove partiranno bus navetta gratuiti.
 

Fonte: Il Gazzettino

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca

Sei un dirigente scolastico o un insegnante?

Scopri il Progetto Scuola AITM e il Protocollo di Amicizia

Progetto Scuola AITM

Primo numero rivista Trevisani nel MondoPrimo numero rivista Trevisani nel Mondo