I giovanissimi dell’ASD Calcio Fossalunga hanno deciso di scendere in campo con tre strisce nere dipinte sul volto per dire “no” al razzismo, ispirandosi all’azione del Treviso calcio del 2001 a sostegno del compagno Akeem Omolade. Questo gesto simbolico è stato scelto come risposta a un recente episodio di razzismo avvenuto durante una partita, quando un avversario ha rivolto insulti razzisti a un loro compagno. «Aveva le lacrime agli occhi e una forte rabbia che gli montava dentro. È un 14enne tranquillo e vivace come è giusto che sia per la sua età. Mi ha colpito vedere la sua reazione, era molto scosso. Ho cercato di spiegargli che non serviva reagire. Non si è calmato subito, è dovuto passare del tempo. Il martedì successivo – ha raccontato l’allenatore, Stefano Sbrissa – quando ci siamo ritrovati al campo abbiamo parlato di quanto accaduto. L’insulto non ha ragione di esistere e ovviamente reagire in maniera aggressiva non ha senso, anzi aggrava la situazione. E nemmeno ignorare il fatto va bene, perché si corre il rischio di far passare l’offesa come una cosa normale, priva di peso. Quindi abbiamo condiviso di lanciare un segnale, senza puntare il dito contro qualcuno in particolare ma sensibilizzando più persone vicine a noi. Ci siamo segnati il viso e abbiamo scattato una foto, anche per sfruttare i social in maniera positiva».
Il capitano della squadra avversaria si è successivamente scusato a nome di tutta la società, ma dopo un incontro tra il mister, durante il quale si è discusso dell’episodio, la squadra ha deciso di dare un segnale forte e visibile, non per puntare il dito contro qualcuno, ma per sensibilizzare chi circonda i ragazzi. La squadra ha deciso di sfruttare anche i social media per amplificare il messaggio di rispetto e uguaglianza.
La sensibilità del Fossalunga contro il razzismo non è nuova. Già in passato il club aveva reagito prontamente a episodi simili, come quello accaduto lo scorso febbraio, quando un arbitro era stato oggetto di insulti razzisti. Il club ha adottato una politica di tolleranza zero, invitando tutti, giocatori e tifosi, a mantenere un comportamento rispettoso. Giovanni Pecoraro, responsabile del settore giovanile, sottolinea l’importanza di educare i giovani al rispetto, coinvolgendo anche le famiglie. L’obiettivo è di estendere questo messaggio a tutte le società sportive, per un’azione congiunta contro la violenza verbale. La squadra lancerà il proprio segnale domenica 5 novembre, durante la partita contro la Godigese, mostrando chiaramente che il razzismo non ha spazio in campo.
Fonte: Corriere del Veneto

