La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ospita, fino al 16 settembre 2024, la prima grande retrospettiva italiana dedicata a Jean Cocteau (1889–1963), dal titolo “Jean Cocteau. La rivincita del giocoliere”. Curata da Kenneth E. Silver, storico dell’arte della New York University, la mostra celebra la versatilità dell’artista francese, una figura eclettica che ha lasciato il segno in numerosi ambiti creativi, spesso sfidando le convenzioni del suo tempo.
Con oltre 150 opere tra disegni, gioielli, arazzi, documentari e film, l’esposizione esplora i temi centrali della carriera di Cocteau, come il mito di Orfeo, l’eros, il rapporto con movimenti come Cubismo, Dadaismo e Surrealismo, e il legame unico con Venezia. Le opere provengono da istituzioni prestigiose come il Centre Georges Pompidou e il Museo Jean Cocteau di Mentone, oltre a collezioni private come quella di Cartier. Tra i pezzi esposti spicca La spada d’Accademico di Jean Cocteau (1955), un capolavoro in oro e argento disegnato dall’artista e realizzato da Cartier, simbolo del riconoscimento come Accademico di Francia.
Il legame di Cocteau con Venezia risale alla sua prima visita in città a 15 anni e prosegue per tutta la vita. L’artista frequentò regolarmente la Mostra del Cinema, realizzò oggetti nella vetreria di Egidio Costantini a Murano e fu ospite a Palazzo Venier dei Leoni, dimora di Peggy Guggenheim.“Jean Cocteau. La rivincita del giocoliere” offre per il curatore Silver “l’opportunità più che unica di riscoprire l’arte di Cocteau con lo sguardo nuovo di chi vive nel XXI secolo. La sua sorprendente versatilità artistica, per la quale in vita è stato spesso criticato per essersi dedicato a troppi interessi, ora ci appare un elemento precursore, un modello per quel tipo di fluidità culturale che oggigiorno ci si aspetta dagli artisti contemporanei. Tutto questo, unito alla sua omosessualità più o meno dichiarata e alla sua lotta pubblica contro la dipendenza dall’oppio, lo rendono ancora più attuale. Forse il mondo potrà finalmente comprendere appieno Jean Cocteau”.
Cocteau ha influenzato grandi artisti del XX e XXI secolo, da Andy Warhol a Pedro Almodóvar, grazie al suo contributo in ambiti come la pubblicità, il cinema e il design. La retrospettiva esalta questa eredità attraverso sezioni tematiche che guidano il visitatore in un viaggio unico nella complessità della sua produzione.
L’esposizione è accompagnata da un ricco catalogo illustrato, edito da Marsilio Arte, con saggi del curatore Silver e di Blake Oetting.
Fonte: Aise

