Nel mese di maggio, Treviso torna a rivolgere lo sguardo alle cime con l’appuntamento “Treviso Finestra sulle Dolomiti”, un evento che celebra la bellezza e la cultura montana. Organizzato dal settimanale La Vita del Popolo, l’evento si svolgerà nella sala teatro Longhin di Casa Toniolo a Treviso e prevede tre incontri imperdibili, in programma il 10, 17 e 24 maggio alle 20:30. Il primo appuntamento, venerdì 10 maggio, vedrà la partecipazione di Michele Da Pozzo, direttore del Parco Dolomiti d’Ampezzo, che accompagnerà il pubblico alla scoperta di questo straordinario angolo di natura incontaminata. Il Parco, che si estende per oltre 11.000 ettari tra Cortina d’Ampezzo e il confine con il Trentino-Alto Adige, ospita imponenti gruppi dolomitici come le Tofane, Fanes, Col Bechei, Croda Rossa d’Ampezzo e Cristallo.
Privo di insediamenti abitativi e impianti sciistici, questo territorio permette un’immersione totale nella natura, caratterizzata da un’eccezionale biodiversità. Qui è possibile avvistare caprioli, cervi, stambecchi, marmotte, aquile reali e gufi reali, oltre a una ricca flora con più di mille specie di fiori e settanta varietà di alberi e arbusti.
Venerdì 17 maggio sarà la volta di Gianfranco Valagussa, presidente della Sezione del CAI di Domegge di Cadore, che approfondirà il ruolo del Club Alpino Italiano. Spesso percepito solo come un’associazione sportiva, il CAI è in realtà la più grande realtà ambientalista del Paese, con 700.000 soci, quasi 500 sezioni e oltre 606.000 chilometri di sentieri da gestire.
L’intervento metterà in luce come il CAI non sia solo escursionismo e alpinismo, ma anche conservazione del territorio, sicurezza e cultura montana, promuovendo un forte legame tra uomo e ambiente. Un’opportunità per riflettere sul valore di queste attività anche per chi vive in pianura.
L’ultima serata, venerdì 24 maggio, sarà dedicata all’Eremo dei Romiti, un luogo ricco di fascino e spiritualità, situato sul Monte Froppa a 1.164 metri di altitudine. Barbara Castagnera racconterà la storia di questo antico eremo, fondato nel 1720 dai frati francescani e rimasto per lungo tempo nascosto dalla vegetazione.
Oggi, dopo un’importante opera di restauro, l’Eremo è tornato a essere un punto di riferimento per escursionisti e viaggiatori. Accessibile attraverso due sentieri panoramici, il luogo offre un’esperienza unica di silenzio, contemplazione e connessione con la natura. Qui, oltre a gustare una cucina casalinga a base di prodotti stagionali, i visitatori possono immergersi nella lettura grazie alla biblioteca dell’eremo o ascoltare musica suonata da giovani talenti. Il restauro della chiesetta contribuirà a valorizzare ulteriormente la sua storia e il suo valore spirituale.
Fonte: La Vita del Popolo

