Il centenario della storica vittoria di Ottavio Bottecchia al Tour de France è stato celebrato con un evento speciale a Colle Umberto, nel Trevigiano. Il direttore del Tour de France, Christian Prudhomme, ha visitato il museo dedicato al campione locale, un luogo che custodisce i cimeli e la memoria di un uomo che ha fatto la storia del ciclismo. A accompagnarlo, Davide Cassani, ex commissario tecnico della nazionale italiana e promotore dell’iniziativa.
Un ciclista leggendario
Ottavio Bottecchia, nato nel 1894 a San Martino, frazione di Colle Umberto, è ricordato come il primo italiano a vincere il Tour de France, trionfando nel 1924 con un’impresa straordinaria. L’anno successivo, nel 1925, il suo dominio fu ancora più assoluto, quando vinse per la seconda volta il Tour, mantenendo la maglia gialla dalla prima all’ultima tappa. La sua abilità come scalatore lo rese una figura leggendaria. Non solo un campione, ma anche un simbolo della determinazione e del sacrificio, che lo ha portato a combattere nella Grande Guerra, dove fu insignito della medaglia di bronzo come bersagliere.
«Hanno accolto l’invito di venire a rendere omaggio al primo vincitore italiano del Tour — dice Tiziana Gottardi, presidente della Pro Loco di Colle Umberto e fautrice dell’iniziativa — e questo li rende uomini di un valore immenso. Parlo di Prudhomme e di Cassani, che si è speso molto per la realizzazione della cosa. Al centenario, credo fortemente che sia stato doveroso aver messo il punto».
L’esposizione
L’esposizione dedicata a Bottecchia è stata inaugurata lo scorso febbraio in una storica fucina a Colle Umberto, a pochi passi dai luoghi che hanno segnato la sua vita. La visita di Prudhomme e Cassani ha rappresentato un momento di grande valore simbolico per il ciclismo, specialmente per il centenario della sua prima vittoria al Tour. Nonostante il Tour non passi dalle strade del Veneto, l’evento è stato un’occasione speciale per il paese, con una partecipazione affettuosa di autorità locali e discendenti diretti di Bottecchia. «Nonostante il Tour non passi sulle strade del Veneto – chiosa Gottardi — è stato significativo il loro arrivo. La volontà era che fosse un evento del paese e per il paese». Alla visita di ieri erano presenti un centinaio di persone, tra cui la consigliera regionale Sonia Brescacin, il sindaco di Colle Umberto Sebastiano Coletti, la Federciclismo con il consigliere nazionale Fabrizio Cazzola, il presidente del comitato provinciale di Treviso, Giorgio Dal Bò e i discendenti diretti del fuoriclasse. Quella di Bottecchia è una figura dalle mille sfaccettature, da bersagliere fu insignito della medaglia di bronzo durante la Grande Guerra.
Il giallo della morte
La storia di Bottecchia è anche intrisa di mistero. Dopo aver conquistato il cuore dei tifosi, la sua morte, avvenuta nel 1927, a soli 33 anni, è ancora avvolta nel mistero. Fu trovato agonizzante vicino alla zona di Trasaghis, dove si allenava, e morì poco dopo all’ospedale di Gemona. La sua morte, mai chiarita del tutto, è rimasta un enigma nel mondo del ciclismo.
Fonte: Corriere del Veneto

