La Comunità Energetica Diocesana di Treviso prosegue il suo percorso di crescita, puntando a coinvolgere un numero sempre maggiore di parrocchie e cittadini. Grazie a una campagna di sensibilizzazione capillare, il progetto sta guadagnando visibilità attraverso incontri nelle parrocchie, pagine informative sui quotidiani locali, dépliant illustrativi e interventi televisivi. “E’ partita sotto il sole dell’estate, perché è solo di sole, energia pulita e sostenibile, che si alimenta la Cer”. Sergio Criveller, economo della Diocesi e presidente della Fondazione Diocesi Energy ets, fa così il punto sulla Comunità energetica diocesana nata pochi mesi fa che, non solo sta raccogliendo interesse e adesioni in diocesi, ma è pronta ad allargarsi oltre i confini.
“Abbiamo caricato in questi giorni nella piattaforma del Gestore dei servizi energetici, Gse, i primi impianti fotovoltaici – spiega Criveller -. La macchina, quindi, è partita. Ora è in atto una campagna di sensibilizzazione per raccogliere il maggior numero di manifestazioni di interesse sia di produttori che di consumatori. A settembre, oltre a riprendere le assemblee pubbliche nel territorio, arriveremo con un dépliant illustrativo in tutte le famiglie della Diocesi”.
L’iniziativa non si limita a Treviso: la CER ha ottenuto grande attenzione alla Settimana Sociale dei Cattolici Italiani a Trieste, dove è stata presentata come un esempio di buona pratica per la transizione ecologica.
La Comunità Energetica Diocesana non è solo una scelta sostenibile, ma rappresenta un’occasione di rafforzamento dei legami comunitari e uno strumento di partecipazione democratica. Inoltre, può generare un reddito aggiuntivo per famiglie e comunità locali, offrendo un sostegno concreto a chi vive in condizioni di fragilità energetica.
Il progetto ha dimostrato un forte impatto, tanto che la Diocesi di Treviso è stata riconosciuta come punto di riferimento nazionale. L’obiettivo è estendere l’iniziativa oltre i confini diocesani, creando grandi CER interregionali, per ottimizzare costi e gestione tecnologica.
“In questo cammino di coinvolgimento si è capito che è “piccola” anche la Diocesi – spiega Criveller -Perché il progetto abbia un senso forte è necessaria la massima partecipazione. In ogni Cabina primaria l’obiettivo è quello di raggiungere almeno la produzione di 1 megawatt (mille kw). Abbiamo capito che gestire le dinamiche all’interno della Cabina primaria ha costi importanti, soprattutto legati alla tecnologia. A Trieste, di fronte a Vescovi e a molte persone interessate, abbiamo detto che forse è bene lavorare a una grande Cer per ogni area di mercato, ad esempio, per l’area del nord Italia, potrebbero essere: Triveneto, Emilia Romagna, Lombardia, Liguria, Piemonte, Valle D’Aosta. Per questo, nei giorni scorsi siamo tornati dal Notaio e abbiamo cambiato lo statuto. Abbiamo tolto “Treviso” dal nome della Cer e stabilito la possibilità di attribuire la qualifica di socio fondatore ad altre Diocesi o Enti ecclesiastici indicati dalle Diocesi dell’Ambito territoriale di attività che chiedano di aderire alla Fondazione, nata a Treviso, ma che ora può diventare di tutti. Il vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, vuole che questa idea, questo modo di lavorare, questo progetto e gli obiettivi siano condivisi con tutte le diocesi che ne fanno richiesta. E queste, aderendo, possono incidere sul governo e sul regolamento di ripartizione degli incentivi, in pratica su chi guida la macchina e su come vengono distribuiti i soldi. Senza contare che così possiamo abbattere i costi generali e di gestione tecnologica della Cer ed evitare la confusione ai confini delle Diocesi, in quanto la Cabina primaria non rispetta i confini geografici di parrocchie, comuni, regioni. E comunque gli incentivi maturati all’interno della Cabina primaria rimangono all’interno della stessa Cabina, perché vengono distribuiti a chi consuma (45%, + un’ulteriore 12% in base Isee), e a chi produce”.
Con le ultime modifiche allo statuto, poi, sono state istituite le assemblee dei partecipanti alla Comunità energetica all’interno delle Cabine primarie: una promozione ulteriore della partecipazione dal basso, per essere parte, insieme, di un cambiamento vero.
Fonte: Diocesi di Treviso

