A Treviso il raduno nazionale degli autieri tra storia e volontariato

Domenica 15 settembre, piazza Vittoria a Treviso è stata teatro di una cerimonia solenne per il trentunesimo raduno nazionale degli autieri d’Italia (Anai), che ha visto la partecipazione di oltre mille persone. L’evento, che ha unito memoria, folclore e innovazione, è iniziato con l’afflusso del reparto in armi, accompagnato dalla banda dell’Arma Trasporti e Materiali (Tramat), che ha intonato la storica marcia del servizio automobilistico, simbolo delle gesta eroiche degli autieri durante la Grande Guerra.

L’Anai, fondata nel 1918 dopo la Prima Guerra Mondiale da un gruppo di medici automobilisti, ha da sempre rappresentato un punto di riferimento per il corpo degli autieri, svolgendo attività di sicurezza stradale, addestramento automobilistico e volontariato per la protezione civile. Nel corso degli anni, l’associazione ha continuato a mantenere viva la memoria storica e il valore dei suoi membri. 

Nel corso della cerimonia, è stato letto il discorso del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha sottolineato il valore e la tradizione delle forze armate, ricordando anche i caduti della Tramati. A seguire, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha elogiato il ruolo fondamentale degli autieri nella storia del Paese, citando la battaglia degli altipiani del 1916, in cui gli autieri furono decisivi nel trasportare truppe e materiali, contribuendo a fermare l’offensiva austriaca.

Il capo di Stato maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello, ha evidenziato il coraggio e la dedizione degli autieri, il cui spirito di servizio continua oggi come esempio di impegno civile. Hanno preso parola anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il presidente Anai, tenente generale Gerardo Restaino, e il sindaco di Treviso, Mario Conte, che hanno celebrato l’importanza del lavoro degli autieri e del loro impegno civile.

L’evento, realizzato con il supporto della Città di Treviso e della Protezione Civile Anai, ha rappresentato un momento di raccolta della memoria collettiva e del legame profondo con la storia e le tradizioni del Paese, confermando ancora una volta il valore degli autieri come custodi di principi fondamentali. Il loro motto, “fervent rotae fervent animi” (ardono le ruote, ardono gli animi), sintetizza la passione e la determinazione con cui hanno contribuito alla storia dell’Italia nel corso dell’ultimo secolo. 

Fonte: Tribuna di Treviso

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