Nel mondo se dici pasta, pensi subito all’Italia. Con oltre 14 milioni di tonnellate consumate ogni anno, il piatto simbolo della cucina italiana continua a conquistare i palati di ogni continente. E non è solo una questione di gusto: l’Italia è il primo Paese al mondo per produzione e consumo di pasta, con oltre 23 kg pro-capite annui e un totale di 3,9 milioni di tonnellate prodotte nel 2023.
Il World Pasta Day 2024, in programma il 25 ottobre, celebra la 26ª edizione di una giornata interamente dedicata alla pasta italiana, promossa dall’Unione Italiana Food e dall’International Pasta Organisation (IPO). L’obiettivo? Raccontare al mondo l’eccellenza di un alimento che è sinonimo di convivialità, cultura e qualità.
Quest’anno, la “capitale mondiale della pasta” sarà Philadelphia, città simbolo dell’influenza della cucina italiana sin dagli anni Settanta. Qui si svolgeranno iniziative speciali che coinvolgeranno ristoranti, cuochi e appassionati.
Nel 2023, ben 2,2 milioni di tonnellate di pasta italiana sono state esportate in quasi 200 Paesi, pari al 56% della produzione totale nazionale. La cucina italiana è la più amata del pianeta: lo dice anche The Economist, che nel 2019 l’ha incoronata “la più influente al mondo”, e lo confermano classifiche internazionali come quelle della CNN e di TasteAtlas.
Secondo una ricerca di Unione Italiana Food e Touring Club Italia, turisti di tutto il mondo arrivano in Italia anche per gustare la pasta nelle sue varianti più autentiche. Da qui nasce “Pasta Journey, il Grand Tour della Pasta”: una guida digitale, in italiano e inglese, che raccoglie la Top10 dei piatti di pasta più ordinati dagli stranieri nei ristoranti italiani. Con valori su una scala tra 0 e 10, sul podio si piazzano gli Spaghetti alla Carbonara (7,8), le Lasagne alla bolognese (7), la Pasta al pomodoro (6,9). La classifica prosegue con Spaghetti alle vongole (quasi a pari merito con la pasta al pomodoro 6,8), Bucatini all’amatriciana (6,7), Spaghetti cacio e pepe (5,3), Tortellini in brodo (4,3), Pasta alla norma (3,8), Trofie al pesto (3,4), Orecchiette con cime di rapa (2,9).
“Nella scelta di una meta turistica, ormai, le esperienze enogastronomiche hanno un peso sempre più determinante”, spiega Margherita Mastromauro, Presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food. “Non a caso, è il cibo ad assorbire gran parte del budget dedicato ad una vacanza. La cucina italiana e la pasta, di cui è alimento principe, si confermano i vettori privilegiati per far crescere il turismo in Italia. Inoltre, circa il 56% dei pacchi di pasta prodotti in Italia viene esportato, questo vuol dire che più della metà della pasta che produciamo in Italia finisce sulle tavole di tutto il mondo. Se la pasta italiana gode all’estero di tanto successo e ha un percepito estremamente positivo è merito del saper fare centenario dei pastai italiani. E di chi, sia nei ristoranti italiani nel mondo che a casa nostra, la valorizza in piatti che trasmettono il piacere e la gioia del mangiare mediterraneo”.
Come ogni anno, la celebrazione si estende anche sui social, con la maratona globale #WorldPastaDay. Food lover, chef, blogger e appassionati sono invitati a postare il loro piatto preferito usando l’hashtag ufficiale. L’anno scorso, sono stati pubblicati oltre 60 mila contenuti in tutto il mondo.
Fonte: Aise

