L’associazione Natitaliani, presieduta da Daniel Taddone, ha espresso una forte opposizione al recente decreto-legge sulla cittadinanza, definendolo “sbagliato nella forma e nella sostanza” e un “attacco diretto” a un diritto storico.
L’associazione critica il governo per aver scelto di “cancellare un diritto storico” anziché affrontare l’inefficienza della pubblica amministrazione o i presunti abusi. Secondo Natitaliani, le frodi non sono state quantificate e sono state utilizzate come un “pretesto per giustificare una misura punitiva” contro milioni di persone che hanno un diritto inalienabile. L’associazione paragona la mossa a “buttare il bambino con l’acqua sporca”, evidenziando come la decisione penalizzi indiscriminatamente una vasta comunità.
L’associazione prevede danni economici, morali e d’immagine incalcolabili, oltre a un aumento dei contenziosi legali che sovraccaricheranno ulteriormente il sistema giudiziario italiano.
L’associazione si propone di fornire dati concreti per contrastare la “strumentalizzazione” mediatica che dipinge gli italo-discendenti come interessati solo a “passaporti facili”. Natitaliani conclude ribadendo che la cittadinanza è un diritto inalienabile e invita tutti gli italiani a unirsi alla battaglia per difendere i diritti fondamentali.
Fonte: Aise

