Il Consiglio dei Ministri ha fissato le date per il referendum confermativo sulla riforma della giustizia: i cittadini saranno chiamati alle urne domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. La decisione, deliberata il 12 gennaio, passa ora al Presidente della Repubblica per il decreto ufficiale di indizione.
Al centro della consultazione c’è la legge costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati e l’istituzione della Corte disciplinare. Poiché il Parlamento non ha approvato il testo con la maggioranza qualificata dei due terzi, l’articolo 138 della Costituzione impone il passaggio referendario. A differenza del referendum abrogativo, per questo referendum confermativo non è previsto alcun quorum: il risultato sarà valido indipendentemente dal numero di elettori che si recheranno ai seggi.
Anche i cittadini residenti fuori dai confini nazionali parteciperanno alla consultazione. Nonostante i recenti dibattiti parlamentari volti a introdurre il voto in presenza presso i seggi, la ristrettezza dei tempi tecnici conferma che per questa tornata si voterà ancora secondo la modalità tradizionale del voto per corrispondenza.

