Una decisione che ferisce il multiculturalismo canadese e colpisce duramente le radici della comunità italiana. Il Comites di Toronto ha espresso profonda preoccupazione e rammarico per la soppressione del Programma di Lingue Internazionali, annunciata dal Toronto Catholic District School Board (TCDSB) a seguito dei tagli al bilancio decisi dal Ministro dell’Istruzione dell’Ontario, Paul Calandra.
La scure dei tagli mette fine a un progetto storico che per oltre mezzo secolo ha permesso agli studenti di apprendere una terza lingua, tra cui l’italiano, lo spagnolo, il mandarino e il portoghese. Secondo il Comites, non si tratta solo di una perdita didattica: il programma ha rappresentato per decenni un ponte fondamentale per mantenere vive le lingue d’origine e sviluppare una consapevolezza culturale in una società che fa dell’inclusione il suo pilastro.
“Questi programmi non sono solo corsi, ma veri e propri spazi di integrazione”, sottolinea il Comites in una nota ufficiale. Il timore è che la mancanza di fondi indebolisca il tessuto sociale, rendendo i giovani meno consapevoli della ricchezza culturale globale. Il Comitato critica inoltre la modalità con cui è stata presa la decisione, lamentando l’assenza di un confronto aperto con insegnanti, famiglie e comunità locali.
L’organismo di rappresentanza degli italiani all’estero definisce la soppressione del programma come un “passo indietro inaccettabile”. L’appello lanciato alle autorità è chiaro: investire nelle lingue significa investire nel futuro del Paese. Tagliare sulla cultura, conclude il Comites, rischia di creare divisioni e di far sentire escluse intere comunità che hanno contribuito a fare del Canada un modello di convivenza tra diversità.

