La città di Treviso si è fermata oggi, martedì 7 aprile, per commemorare l’82° anniversario del bombardamento del 1944. Una cerimonia intensa che, partendo dalla Chiesa Votiva fino al cuore di Piazza dei Signori, ha voluto onorare le oltre 1.600 vittime civili di quel tragico Venerdì Santo.
Dopo la Santa Messa e la deposizione della corona d’alloro presso lo scalone di Palazzo dei Trecento, il momento solenne è stato scandito dai rintocchi della Torre Civica, che hanno rievocato i minuti dell’attacco. Il sindaco Mario Conte ha ricordato l’entità del disastro — 2.000 bombe lanciate da 159 aerei — sottolineando però che dietro queste cifre si celano storie di famiglie e bambini che la comunità ha il dovere di non dimenticare.
Nel suo discorso, il primo cittadino ha lanciato un monito contro la narrazione attuale dei conflitti, spesso spettacolarizzati sui social o ridotti a slogan. Denunciando una crescente normalizzazione della violenza, Conte ha ribadito che la pace è una scelta quotidiana: «È un passo di lato che serve a tutti noi per vivere bene insieme».
La cerimonia ha visto un coinvolgimento attivo delle nuove generazioni. Giorgia Favarato, Sindaco dei Ragazzi, insieme ai componenti del Consiglio Comunale dei Ragazzi, ha dato voce alle testimonianze dei sopravvissuti, garantendo che il testimone della memoria resti vivo. Gli intermezzi musicali curati dagli Archi Ribelli dell’Associazione “Manzato” hanno accompagnato la riflessione delle autorità civili e militari presenti, rendendo l’omaggio ancora più partecipato.
