Si è conclusa oggi la 58ª edizione di Vinitaly, confermando il ruolo della fiera scaligera come motore trainante del vino italiano nel mondo. In un quartiere fieristico sold-out, la manifestazione ha registrato 90.000 presenze, con una quota internazionale del 26% proveniente da 135 nazioni, un dato in crescita che sfida le attuali complessità geopolitiche globali.
Il Presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha espresso piena soddisfazione per la capacità di attrarre oltre 1.000 top buyer da 70 Paesi. Se il Nord America e l’Europa rimangono i pilastri del settore, il 2026 segna il balzo in avanti di mercati ad alto potenziale come Brasile, Cina, India e Australia, con un interesse crescente proveniente anche dall’Africa (Nigeria e Angola in testa). Notevole anche la partecipazione di operatori qualificati dall’Ucraina.
La kermesse non è stata solo commercio, ma anche il cuore del dibattito politico. Tra i padiglioni sono intervenuti la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il commissario UE all’Agricoltura Christophe Hansen e numerosi ministri, che hanno partecipato al “Tavolo Vino” per discutere di export e nuove normative europee. Tra le novità espositive, spazio anche ai nuovi trend come il settore NoLo (vini dealcolati o a bassa gradazione) e l’enoturismo.
Il mondo del vino si dà ora appuntamento per la 59ª edizione, già in calendario dall’11 al 14 aprile 2027.

