Un traguardo storico che unisce i valori della libertà, del suffragio universale e della valorizzazione del territorio. Alla vigilia del 2 giugno, il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, ha voluto ricordare l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana, definendola una tappa fondamentale nata dalla volontà dei cittadini di imboccare la via della rinascita dopo le ferite della dittatura e della guerra.
Il governatore ha posto l’accento sul valore della consultazione del 1946, sottolineando come si trattò del primo vero suffragio universale della storia d’Italia, caratterizzato dalla storica prima chiamata al voto per le donne. Da quel momento democratico ha preso forma la Carta Costituzionale, definita da Stefani come l’insieme dei valori che rendono liberi i cittadini e che impongono il dovere di essere all’altezza della propria storia.
Il fulcro della riflessione istituzionale si è poi spostato sull’articolo 5 della Costituzione. Stefani ha ricordato come i Padri e le Madri Costituenti — tra cui figuravano 49 rappresentanti eletti proprio in Veneto — abbiano saputo inserire tra i principi fondamentali non solo l’unità della nazione, ma anche il riconoscimento e la promozione delle autonomie locali, imponendo allo Stato il più ampio decentramento amministrativo.
In conclusione, di fronte a un panorama contemporaneo spesso segnato dalla polarizzazione delle idee, il governatore ha invitato a guardare al messaggio originario del 1946: una democrazia nata dal superamento di un passato doloroso, che ha sancito in modo definitivo come i cittadini debbano rimanere i veri e unici protagonisti di tutte le scelte che riguardano il futuro della nazione.

