Una comunità intera si è riunita venerdì 19 giugno nell’Auditorium della Provincia di Treviso per celebrare un traguardo storico: i quarant’anni di impegno, solidarietà e vicinanza ai pazienti ematologici e alle loro famiglie della sezione provinciale dell’AIL. All’evento “40 anni di AIL Treviso. 1986-2026”, condotto dal responsabile dell’Ufficio stampa Brando Fioravanzi, hanno partecipato numerose autorità, esponenti del mondo sanitario, del volontariato e della società civile, alternando riflessioni e ricordi a un emozionante momento artistico curato dall’ASD Gruppo Danza Attitude.
Momento centrale del pomeriggio è stata la profonda riflessione del vescovo di Treviso, monsignor Michele Tomasi. Prendendo spunto dalle parole di Paolo VI nella Populorum Progressio — «La solidarietà universale, che è un fatto e per noi un beneficio, è altresì un dovere» — il presule ha analizzato la natura dei legami umani. Tomasi ha spiegato che la solidarietà è prima di tutto un fatto, poiché la fragilità e la dipendenza dagli altri non sono eccezioni ma la regola della vita umana, rese solo più visibili dall’esperienza della malattia.
Il vescovo ha poi descritto la solidarietà come un beneficio che permette la piena realizzazione dell’uomo attraverso le relazioni, e come un dovere concreto che, richiamando il magistero di Giovanni Paolo II e Papa Francesco, esige scelte quotidiane di responsabilità e servizio verso la comunità. Monsignor Tomasi ha infine affrontato il rapporto tra progresso scientifico e cura, definendo la ricerca un aspetto buono della tecnologia, ma mettendo in guardia dall’illusione che la tecnica possa cancellare la fragilità umana per inseguire una falsa autosufficienza.
Al dibattito sul valore della sussidiarietà e della speranza hanno preso parte anche autorevoli figure del panorama scientifico e accademico. Tra i relatori figuravano il professor Vincenzo Desantis, dottore di ricerca in Studi Giuridici dell’Università di Trento, la professoressa Anna Candoni, direttrice dell’U.O.C. Ematologia e Centro Trapianti dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso, e il dottor Michele Gottardi, direttore dell’U.O.C. Oncoematologia dello IOV-IRCCS di Castelfranco Veneto.

