Una mattinata speciale e ricca di calore umano per i bambini e i giovani del centro estivo vaticano “Estate Ragazzi”, allestito nell’Aula Paolo VI. Prima di recarsi in visita alla sede romana del Programma Alimentare Mondiale (PAM), Papa Leone XIV ha fatto tappa nella struttura per incontrare i partecipanti, distribuendo carezze e sorrisi tra gli applausi dei presenti e rispondendo con spontaneità ad alcune domande sollevate dai ragazzi.
Il dialogo si è aperto con la testimonianza di Federico, che ha raccontato come il centro estivo permetta di divertirsi “senza telefono”, confessando però la difficoltà che i giovani riscontrano durante l’anno nel disconnettersi dagli schermi domestici. «La tecnologia può essere molto buona e ci serve per tante cose», ha risposto il Pontefice, sottolineando tuttavia che quando si sta insieme non è necessario avere sempre in mano cellulari o tablet. Il Papa ha invitato a formare amicizie, giocare e studiare come persone e non come “tecno-robot”, ricordando che anche in famiglia non basta sedersi vicini se ognuno guarda il proprio dispositivo.
Papa Leone XIV ha lanciato un monito esplicito, rivolgendosi in particolare ai più grandi, contro una «specie di dipendenza che, di proposito, mettono nei programmi le applicazioni» con l’obiettivo di legare gli utenti alla tecnologia. Per contrastare questo fenomeno e preservare la dimensione umana e spirituale, il Santo Padre ha raccomandato di imporsi dei limiti precisi nella quotidianità.
«Dopo una certa ora non guardo più il telefonino», oppure stabilire orari in cui fare conversazione e stare insieme in famiglia sono stati i consigli pratici offerti dal Papa. «Non siamo tutti attaccati a un cavo», ha ricordato alla platea, spiegando che l’essere umano ha bisogno di coltivare il dialogo reale e la preghiera comune: anche se i testi sacri sono fruibili sui display, «Dio non vuole guardare il telefonino, vuole guardare i nostri cuori».

