La street art italiana all’Irish Architectural Archive di Dublino

Dal 6 al 24 novembre, l’Irish Architectural Archive di Dublino ospiterà la mostra fotografica intitolata “Vedo a Colori. Saluti dal porto”, un’iniziativa promossa dall’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con l’Irish Architectural Archive e Vedo a Colori – Museo d’Arte Urbana di Civitanova Marche. Curata da Giulio Vesprini e Cristina Ciampaglione, la mostra presenterà un progetto di rigenerazione urbana avviato da Vesprini come direttore artistico di “Vedo a Colori”, che ha trasformato il porto di Civitanova Marche in un vivace spazio di espressione artistica attraverso la street art negli ultimi dieci anni.

L’esposizione metterà in mostra 120 fotografie delle opere di artisti di strada italiani, immortalate da cinque fotografi di talento: Massimo Perugini, Silvia Diomedi, Monica Capretti, Federica Borroni e Simone Fabbri, attivi dal 2014 al 2022.

L’evento di apertura, previsto per il 6 novembre, includerà anche la proiezione del documentario “A Documentary at the Port” presso l’Istituto Italiano di Cultura, seguita dal vernissage della mostra all’Irish Architectural Archive.

“La Street Art e le sue molteplici forme creative arrivano con “Vedo a Colori” in un progetto di recupero urbano, tramite il suo più classico e nello stesso tempo determinante intervento pittorico: il murales”, spiega Giulio Vesprini nella presentazione della mostra. “Questa pittura è contaminazione gioiosa e colorata di ambienti grigi, destinati a forme piatte, senza identità. Pennelli e rulli bagnati da tempere vivaci, hanno come fine unico l’abbellimento di alcuni siti portuali e non solo, presenti nella città di Civitanova Marche. Il recupero di queste architetture complesse, dislocate lungo tutta l’area portuale Civitanovese, è un esempio chiaro di come l’arte urbana arriva nella vita quotidiana e nel sociale lavorativo di tutti i giorni”.

“Le texture dei disegni e i concetti grafici espressi”, continua il curatore, “diventano così una seconda pelle delle pareti; il colore, congelando l’intonaco industriale esistente e senza alterarne la forma, posiziona le stesse pareti sotto una nuova luce. I volumi, in uno spazio articolato come quello del porto, acquistano una patina che senza dubbio è segno tangibile dell’uomo-artista, diventa cioè memoria storica, patrimonio vero per la città”.

“Con “Vedo a Colori” il porto diventa un vero Museo d’Arte Urbana e si recinta di colore, diviene spazio fruibile a tutti e cambia la cartolina della città partendo proprio dal suo cuore pulsante”, conclude.

Come sottolinea Cristina Ciampaglione, “la street art è un movimento culturale e artistico che solleva interrogativi profondi sulla relazione tra arte, spazio pubblico e la contemporanea vita urbana in costante evoluzione. Può davvero riportare in vita i luoghi? Può restituire gli spazi pubblici derelitti alla società civile, restituendoli come beni collettivi in cui il senso di appartenenza e il dialogo creano un nuovo significato? La risposta è sì”.

“La street art agisce come un ponte che attiva il cambiamento sociale all’interno di una società sempre più spesso apatica, afona e grigia, proponendo una visione/percezione alternativa del mondo in cui viviamo quotidianamente”, osserva la co-curatrice. “La Street art può provocare un risveglio della consapevolezza e fondamentalmente può essere considerata un catalizzatore per un cambiamento sociale trasformativo su molti livelli. Essa però è molto più di un semplice atto di abbellimento dell’ambiente circostante. A Civitanova Marche, con “Vedo a Colori”, ma non solo, il suo impatto ha inciso inizialmente sulla percezione che le persone hanno degli spazi che frequentano quotidianamente – i lavoratori al porto – raggiungendo nel giro di 14 anni l’intera città, incidendo sull’urbanistica e giocando un ruolo determinante per la revisione del concetto di decoro urbano”.

Tornando al caso dei cantieri navali, continua Ciampaglione, “la street art ha trasformato questi luoghi, comunicando attraverso l’uso di un linguaggio diverso: un’arte che parla non solo agli artisti ma anche ai lavoratori, ai giovani e all’intera comunità locale. In questo modo, la street art a Civitanova Marche è diventata un veicolo di espressione per una vasta gamma di individui, offrendo loro un terreno comune su cui costruire nuove forme di dialogo e rinnovando un orgoglioso senso di appartenenza alla città e al suo porto”.

“Ma la street art non si ferma qui”, insiste Ciampaglione. Essa agisce anche come un ponte tra il mondo naturale, il mare, e quello sociale, il porto, risvegliando nuove sensibilità e comprensioni, aumentando la consapevolezza tra i cittadini. Incitando alla riflessione, all’attivismo e all’azione, promuovendo la partecipazione attiva e innescando dinamiche tendenti alla trasformazione della società”.

“Infine”, aggiunge, “la street art con Vedo a Colori si rivolge ai giovani, offrendo alternative creative alla strada, invitandoli ad esprimere se stessi in modo costruttivo, fungendo da apripista per trovare una via alternativa attraverso l’arte e a trasformare le loro vite in qualcosa di significativo e ispirante”.

Insomma, conclude Ciampaglione, “la street art è molto più di “un’arte di strada”. Essa è una filosofia che ci spinge a riflettere sulla natura dei nostri spazi pubblici, è un richiamo a riscoprire il significato nei luoghi che ci circondano e a considerare il potere trasformativo dell’arte”.

Fonte: Aise

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