Roma, la Via Crucis di Leone XIV

In una notte di profondo raccoglimento, illuminata dalle fiaccole di oltre 30mila fedeli, Papa Leone XIV ha presieduto la tradizionale Via Crucis al Colosseo. Un evento segnato da un gesto simbolico di grande vigore spirituale: il Pontefice ha infatti scelto di sorreggere personalmente la Croce per tutte le 14 stazioni, percorrendo l’itinerario tra l’interno e l’esterno dell’Anfiteatro Flavio.

Le meditazioni di quest’anno, affidate a padre Francesco Patton (già Custode di Terra Santa), hanno intrecciato i Vangeli della Passione con gli scritti di san Francesco d’Assisi. I testi hanno offerto un crudo parallelismo tra il Calvario di Gesù e le sofferenze del mondo moderno, denunciando gli abusi di potere e il calpestamento della dignità umana che ancora oggi affliggono la società.

Il Papa, che nei giorni scorsi aveva annunciato di voler dare un segnale forte come “leader spirituale”, ha voluto ribadire che «Cristo ancora soffre» attraverso il dolore dell’umanità. Affiancato da due giovani tedofori, Leone XIV ha trasformato il cammino verso il Golgota in un’intercessione per le tragedie contemporanee, portando simbolicamente sulle proprie spalle il peso delle difficoltà del mondo.

La celebrazione si è conclusa con la preghiera Omnipotens del Poverello d’Assisi. Attraverso le parole di san Francesco, il Papa ha rivolto un accorato appello a tutti gli uomini affinché, illuminati dallo Spirito Santo, conformino la propria volontà a quella di Dio. «Seguiamo le orme del Figlio diletto», è stata l’esortazione finale del Pontefice, invitando i fedeli a vivere l’amore cristiano come una trasformazione interiore capace di purificare e accendere i cuori.

Fonte: VaticanNews

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